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C'erano una volta sette kamikaze sulle terre del Giappone, erano sette fratelli, persone malvagie, distruttori seriali. Il loro scopo era distruggere senza ragione, senza opinione, solo per il gusto farlo, siti letterari. Alla base di ciò c'era un'infanzia fatta di abusi e traumi. La loro matrigna era amante della poesia e della letteratura, ma secondo il suo malato pensiero dovevano esistere solo gli scritti dei grandi poeti e narratori. I mediocri e i piccoli dovevano scomparire dalla faccia della Terra.
Questa idea malsana la trasmise anche ai suoi sette figliastri, i quali si erano prefissati di distruggere tutti i siti letterari del mondo, covi di mediocrità e ignoranza.
Avevano già bombardato siti in Giappone, Cina, Corea. Era arrivato il tempo ormai di distruggere il più famoso sito italiano con un attacco kamikaze.
Tutto era pronto quel giorno, i sette salirono su un solo aereoplano pieno di esplosivo, bastava una scintilla e tutto sarebbe saltato per aria. L'aereo partì. Dopo qualche giorno l'obiettivo era vicino, l'aereo sarebbe stato lanciato sul sito ad altissima velocità. Tutto sarebbe stato distrutto, i poeti, i narratori, migliaia di poesie e racconti, tutto sarebbe andato fumo. Del sito sarebbe rimasto solo qualche parola, qualche verso sparso qui e la e pochi resti degli iscritti e dei dirigenti.
Mancavano pochi minuti alla discesa suicida, quando uno di loro, fumatore incallito, accese una bionda, distrattamente gettò il cerino ancora acceso dietro le spalle. L'esplosione fu terrificante, tutto il carico esplosivo in un attimo saltò in aria. L'aereo in mille pezzi, dei sette kamikaze solo pochi resti abbrustoliti, e tanta cenere sparsa nei dintorni del sito. I poeti e scrittori videro scendere dal cielo sta polvere grigia, qualche braccio e un paio di teste gialle.
Pensarono: sara la solita pubblicità di apparecchiature elettroniche giapponesi. Poi tutto continuò serenamente sul sito, si continuò a pubblicare, a commentare, praticamente il solito tran tran.
Finalmente non c'erano però i sette kamikaze che volevano distruggere, sconvolgere il normale svolgere dei generosi siti letterari. Tutti vissero felici e scriventi, senza i sette criticoni, distruttori e autolesionisti. Ma ciò durò poco, all'orizzonte c'era l'ombra furtiva di un altro detrattore, ma questa è tutta un'altra storia. Forse solo fantasia di chi sta scrivendo.